Campari, sede direzionale e residenze

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Storia e tradizione hanno guidato il progetto di riqualificazione delle strutture Campari a Milano, per le quali abbiamo realizzato la verniciatura delle componenti metalliche

Quello di Campari, a Milano, è un progetto di riqualificazione di un’area urbana localizzata nella prima periferia della città, a Sesto San Giovanni. Un quartiere legato per storia e tradizione all’azienda fondata da Gaspare Campari nel 1860, e poi sviluppata dal figlio Davide.

Il progetto ha previsto una nuova edificazione di un complesso per uffici sui fronti di viale Gramsci e via Sacchetti, e torri per residenze su via Campari. Il restante spazio è stato dedicato al parco urbano.  

Location: Sesto San Giovanni, Milano

Anno completamento lavori: 2011

Finiture: Nero Opaco classe 1

Polveri: GiColor

Applicatore: Verniciatura Industriale Veneta

Progettista: Mario Botta e Giancarlo Marzorati

L’intervento di Verniciatura Industriale Veneta

Le componenti metalliche delle facciate del centro direzionale di Campari, Viv (Verniciatura Industriale Veneta, azienda associata a Decoral) sono state verniciate a polvere con le polveri GiColor, colore Nero Opaco classe 1. Le polveri utilizzate sono esclusivamente GiColor.

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La tradizione non si tocca

La vecchia fabbrica Campari, della quale era rimasto solo il nucleo originale, è stata rivalorizzata con la creazione di un museo, la Galleria Campari; Nella struttura dedicata, come si può vedere dalle foto, sono stati posizionati gli uffici della direzione generale. Se volete dare un occhio agli interni potete consultare gli approfondimenti di Archilovers e 967Arch.

Casa Alta, chiamata così forse per le origini nobiliari, da dimora settecentesca a sede di rappresentanza, riprende forma e si prepara ad una nuova vita. Al piano terra il ristorante Villa Campari, mentre al primo piano l’Academy, con i corsi per barman e clienti.

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La parola ai due architetti progettisti

Il restyling è stato affidato ai due architetti progettisti Mario Botta e Giancarlo Marzorati. L’intenzione era quella di lasciare inalterate tutte le parti storiche, di maggior pregio, rinnovandone solo alcune degli anni Sessanta. Via quindi le tappezzerie, i quadri e i richiami allo stile Liberty dei primi del Novecento, quando i fratelli Campari acquistarono villa e terreni attorno per costruire la fabbrica.

Casa Alta è stata pensata con colori chiari, linee semplici.

Ogni opera di architettura aspira a divenire parte di una città. L’oggetto architettonico autonomo, isolato e autoreferenziale, è un “non senso”.

Arch. Mario Botta
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Le proporzioni, le simmetrie, i materiali, finiscono per riproporre la tradizione anche laddove voglio utilizzare il linguaggio della trasparenza, della magia. In una realtà come quella dell’area Campari, storicamente importante per Sesto San Giovanni, la problematica del “nuovo” e quella della conservazione ha trovato il suo equilibrio tra modernità e continuità storica.

Arch. Giancarlo Marzorati

Composizione della struttura

Per la facciata a doppio involucro del complesso uffici è stato progettato un sistema di tipo misto che comprende una pelle esterna ed una interna.

La pelle interna è suddivisa in due componenti principali:

La fascia marcapiano è realizzata in stabilimento come un elemento prefabbricato monolitico, avente dimensioni pari a 4.500mm x 1.200mm H; è installata completa delle mensole di sostegno della pelle esterna e del grigliato pedonabile di manutenzione (peso approssimativo di ogni fascia: 550kg).

La parte vetrata (H = 2.900mm da piano a piano) è realizzata con sistema a montanti e traversi a taglio termico, con montaggio/smontaggio dei vetri camera dall’interno dell’edificio (peso approssimativo della pelle interna: 70kg/mq).

Per approfondire potete visitare la pagina dedicata del Gruppo Focchi.

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La storia della Campari

Fondata nel 1860 da Gaspare Campari, l’azienda dell’aperitivo rosso e di quello arancione ha le radici in un piccolo locale di Novara, il Caffè dell’Amicizia, acquistato proprio in quell’anno da Gaspare. Nel 1882 alla morte del fondatore uno dei suoi cinque figli, Davide, introdusse fondamentali cambiamenti trasformando l’azienda in una delle più note all’estero: da “Liquoreria Campari” a “Gaspare Campari-Fratelli Campari successori” nel 1902 e quindi “Davide Campari & C.”.

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Davide investì molto nella comunicazione: Fortunato Depero disegnò molti degli iconici manifesti pubblicitari della Campari e nel 1928 progettò l’originale bottiglietta del Campari Soda. Altri manifesti vennero disegnati da Marcello Dudovich, Marcello Nizzoli, Erberto Carboni, Leonetto Cappiello, Bruno Munari.

I primi marchi “Bitter” e “Cordial” vennero registrati nel 1888 assieme allo stemma della famiglia “…formato da uno scudo con la figura di due cani accoccolati e sormontato da un elmo con fogliami ornamentali”.

campari
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Nella sua storia Campari ha più volte modificato, anche sostanzialmente, il marchio poichè ha volontariamente tradotto il suo linguaggio grafico nei timbri stilistici dei vari momenti dell’arte, della moda, del gusto.

Ed è così che il cocktail dal colore rosso intenso è entrato a far parte dei nostri aperitivi italiani, e non solo.

Della ricetta segreta poco si sa: per comporre l'ingrediente per lo spritz, secondo alcuni, servirebbero fino a 80 ingredienti.

Bitter Campari, Campari Soda, ma anche Campari Orange, Campari Lemon, e perchè no, mixato con il Gin. Senza dimenticare naturalmente lo Spritz Campari come comunemente lo si intende:

mixato con il Prosecco e l'acqua gassata.

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